Comunione e Liberazione

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Il Movimento di Comunione e Liberazione nasce in Italia nel 1954 quando don Luigi Giussani (1922-2005) dà vita, a partire dal Liceo classico "Berchet" di Milano, a un’iniziativa di presenza cristiana che utilizza il preesistente nome Gioventù Studentesca (GS). 
Il  nome attuale compare per la prima volta nel 1969. Esso sintetizza la convinzione che l’avvenimento cristiano, vissuto nella comunione, sia il fondamento dell’autentica liberazione dell’uomo. Come ha affermato Benedetto XVI, Comunione e Liberazione «oggi si offre come una possibilità di vivere in modo profondo e attualizzato la fede cristiana, da una parte con una totale fedeltà e comunione con il Successore di Pietro e con i Pastori che assicurano il governo della Chiesa; dall’altra, con una spontaneità e una libertà che permettono nuove e profetiche realizzazioni apostoliche e missionarie» (Udienza con CL, 24 marzo 2007).
Dopo la morte di don Giussani, è arrivato alla guida del Movimento don Julian Carròn.
Noi siamo un gruppo di amici che si testimoniano la  pertinenza della fede con le esigenze della vita di ogni giorno.
Come nel 1978 dive don Giussani, “la vita si impara seguendo chi vive: non perché sia migliore di te! Può essere un miliardo di volte peggiore di te! Ma come metodo, come atteggiamento di vita, come comportamento, come atteggiamento applicativo è un esempio. Si segue un esempio, non si segue un discorso”. Allo stesso modo “C’è un solo mezzo per essere educati a questa presenza, per essere sostenuti nella fede fino a diventare testimonianza e non agitatori o agitati come in un’associazione: questo modo con cui possiamo imparare la presenza è la sequela”. Tutto il carisma del Movimento è contenuto in queste righe.
 
Ci incontriamo la domenica alle 19.00 nei locali della parrocchia.
Abbiamo cura, come don Giussani, e poi don Carròn ci hanno insegnato, delle tre dimensioni fondamentali dell’esperienza cristiana: cultura, carità e missione.
“Dimensione” è l’aspetto di apertura verso la realtà totale che un gesto umano realizza», scriveva don Giussani. «Le dimensioni rappresentano le modalità più importanti di un gesto, quelle che misurano il valore del gesto, quelle che attuano tutte le sue potenzialità. L’integralità delle dimensioni in un gesto non è semplicemente questione di ricchezza o di pienezza, ma è una questione addirittura di vita o di morte per il gesto stesso; poiché senza l’impostazione almeno implicita di tutte le sue fondamentali dimensioni, il gesto non è povero, ma addirittura manca di verità, è contraddittorio alla sua natura, è ingiusto».
 
1. cultura: presentazione pubblica di mostre e libri. Attenzione alla vita politica, partecipazione al meeting di Rimini.
2. carità: colletta alimentare e banco farmaceutico. Doposcuola per i ragazzi. Centro di ascolto e banco alimentare per le famiglie disagiate della città.
3. missione: testimonianza personale sempre e ovunque in ogni occasione e momento della quotidianità.
 
I nostri contatti:
 
don Mariano Amato 3382576595
Antonella Bruno 3391350305
 
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