Parrocchia Maria SS. Della Stella

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Ultima modifica il Martedì, 27 Gennaio 2015

Adesione all'Azione Cattolica: non è questione di numeri

di Martina Tafuro


Questa volta ho deciso di mettere nero su bianco la piacevole conversazione che mi ha vista partecipe. A crudo, ecco cosa ne è venuto fuori.  Rendetevi voi stessi conto della bellezza di essere parte di una comunità e condividerne le iniziative.  Il mio interlocutore è Carlo Andrea Foglia, presidente Ac (Azione Cattolica) della nostra parrocchia, che si lascia alle spalle la bellissima esperienza che lega tutti i membri dell’ associazione: la Festa dell’Adesione.

Questa volta ho deciso di mettere nero su bianco la piacevole conversazione che mi ha vista partecipe. A crudo, ecco cosa ne è venuto fuori.  Rendetevi voi stessi conto della bellezza di essere parte di una comunità e condividerne le iniziative.  Il mio interlocutore è Carlo Andrea Foglia, presidente Ac (Azione Cattolica) della nostra parrocchia, che si lascia alle spalle la bellissima esperienza che lega tutti i membri dell’ associazione: la Festa dell’Adesione.

 

Ciao Presidente! Perché è così che ti chiamano tutti. Cominciamo con una domanda semplice. Perché si sceglie l’ 8 Dicembre come giorno per l’adesione all’ associazione? "L’8 dicembre è la festa dell’immacolata. Maria pronuncia il suo ‘si’ ….. ‘si’ a diventare la mamma di Gesù, ‘si’ al 100%, senza se e senza ma, senza il fammici pensare, senza il però se accade questo o quello, ‘SI’! ‘SI’ e ‘sia fatta la sua volontà’ ! E proprio ricordando questo tipo di ‘si’, che si è scelto l’ 8 dicembre come giorno dell’adesione. L’Azione Cattolica è un’associazione della quale ogni associato si fa carico offrendo tempo, impegno, idee, un contributo economico, ognuno secondo le proprie possibilità e secondo le proprie capacità”. Quindi aderire è importante? “Per un aderente è importante perché con questo gesto testimonio pubblicamente che credo nel cammino che sto facendo e nello stile di vita cristiano che l'Ac propone; non è il giorno della pubblicità a noi stessi ma il giorno in cui diciamo, in chiesa, davanti a Dio, e nel giorno del SI della Vergine Maria: "io ci sono per la Chiesa e il Paese, non mi tiro indietro". Ed giusto versare un contributo prefissato per tesserarsi? L’ offerta non dovrebbe essere libera? “È giusto perché con questo gesto sostengo l'associazione ad andare avanti mantenendo un’ autonomia economica, e lo facciamo consapevoli che saper provvedere a noi stessi in autonomia è segno di responsabilità e laicità pienamente vissuta. Con l'adesione sosteniamo la vita dell'intera Azione cattolica italiana. Consentiamo di tenere in vita la sede nazionale, contribuiamo alle piccole spese ordinarie che ha il livello diocesano, consentiamo di sviluppare l'impegno internazionale in tantissimi Paesi del mondo, aiutiamo numerose iniziative di carità e sostegno alle povertà che l'associazione assume insieme ad altre realtà ecclesiali e non, sosteniamo quel grande lavoro di pensiero che poi confluisce nei cammini formativi ordinari. E quest’ultima cosa aiuta  Gli educatori/animatori  nel preparare il cammino dei propri ragazzi. Gli educatori/animatori  non sono improvvisatori. Non sono baby sitter. Ma ragazzi che vogliono aiutare le famiglie e i sacerdoti a far conoscere Gesù”. Come ci si prepara all’evento? “A seconda dell’età dei gruppi vengono preparati giochi, incontri ecc, per raccontare il significato dell’adesione. Video, testimonianze, oltre al materiale fornitoci dalla diocesi ma nella maggior parte dei casi si usa spesso la fantasia e la creatività degli educatori. La cosa bella del giorno dell’adesione e che ogni anno si vive un’emozione nuova”. Che emozioni si possono palpare quel giorno? “I bambini che ricevono la loro prima tessera, gli amichetti già tesserati l’anno prima che vanno a notare le differenze di colori e disegni e subito vogliono sapere il perché. I genitori che vedono il parroco consegnare ai propri marmocchi la tessera, notandoli tesi e (stranamente) seriosi mentre attendono che venga pronunciato il loro nome, per correre a prenderla sull’altare. Gli educatori che nel vedere i loro bambini-ragazzi rivedono se stessi alla loro età, i responsabili che vedono gli educatori e i bambini e si rivedono in entrambe le ‘figure’, quando erano bambini e poi educatori, ricordando le emozioni, le aspettative e gli affetti. Gli adulti che vedono i loro bambini di un tempo chiamati a guidare i propri figli. È una sensazione bellissima”. Qualche testimonianza che ti ha colpito? Andrea amico mio mai come quest’anno ero emozionatissima al pensiero di stare con voi questa mattina e rinnovare il mio SI! Spero di non deludervi, continuerò a mettere me stessa in tutto quello che faccio perché voi credete in me!” Questo è parte di un sms arrivatomi il pomeriggio da una ragazza che diciamo ha vissuto ‘alti e bassi’ negli ultimi anni. E’ più facile dare cose materiali a chi chiede aiuto piuttosto che offrirgli parte del proprio tempo. In tre anni la sua situazione economica non è migliorata, ma lei è cambiata. Erano presenti quel giorno personaggi di un certo rilievo? “Personaggi di un certo rilievo? Certamente! C’erano tutti gli aderenti, in ordine: tutti i bambini dai 5 ai 13 anni che hanno aderito, i giovanissimi che vanno dai 14 ai 18 anni, i giovani dai 19 ai 30 anni, e gli adulti dai 30 anni in su! C’erano i genitori, i simpatizzanti (quelli che si sono avvicinati da poco all’associazione) dell’azione cattolica, il sacrestano, le suore, vecchietti che erano venuti ad ascoltare la messa e quindi parte della comunità parrocchiale! I personaggi di rilievo siamo noi….noi Comunità parrocchiale!” Ci sono state più o meno adesioni rispetto all’ anno scorso? “Rispondo a questa domanda storcendo il naso: il settore unitario (giovanissimi, giovani e adulti) è aumentato ancora, è in aumento da 3 anni più o meno. Il settore dell’ acr (bambini dai 5 ai 13 anni), è leggermente aumentato rispetto all’anno scorso, ma statisticamente negli anni, più o meno, si mantiene sugli stessi numeri. Ho storto il naso perchè non mi piace parlare di numeri, non serve il numero, l’Azione cattolica non fa budget aziendale, non fa profitto! A che servono 500 tesserati e poi al servizio dell’associazione e quindi della comunità parrocchiale ce ne sono solo 10? È come quando organizziamo un banchetto gratis e vengono 500 persone, quando poi si deve aiutare con le braccia, col tempo, con l’impegno, con la gratuità e disponibilità, con la preghiera, si va in 10! Compito di tutti gli associati e degli assistenti spirituali, è trasmettere con l’esempio e la testimonianza la bellezza del donarsi e del servizio alla comunità”. Perché? “Le ‘cause’ possono essere tante, spesso il numero di adesioni nell’acr può dipendere anche dal numero di bambini che frequentano il catechismo, dalla presenza di famiglie che frequentano la parrocchia, dal numero di aderenti del settore adulti, infatti quest’anno sono aumentate le famiglie (genitori e figli) che hanno aderito. Ma secondo me due sono le cause più ‘gravi’ di riduzione delle adesioni: 1) quando come associazione e comunità non offriamo nulla di ‘diverso’ da altri contesti diciamo ‘fuori dalla parrocchia’! 2) quando manca la convinzione dei responsabili e degli educatori. Loro sono ovviamente i primi ad aderire. E la consapevolezza con cui lo fanno è da esempio per tutti. É il loro entusiasmo che può accendere nuovo entusiasmo”.

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